L’invenzione della manovella – parte 2
Sommario
“Quando sulla tua strada incontri un bivio, prendilo”
Yogi Berra
“Il fato guida chi lo segue,
trascina chi gli si oppone”
Seneca
Il trono dell’Imperatore
La scelta grafica di raffigurarci la scena di profilo non è, peraltro, casuale: in questo modo il trono è visibile nella propria interezza a controbilanciare la figura del sovrano. Imperatore e trono si rivelano come presupposti diversi all’interno della carta. La stessa aquila-blasone dello scudo, che in prima istanza ci verrebbe naturale attribuire all’Imperatore, sembra più essere assegnata al trono e a questo riferirsi. Ci fa, infatti, notare Tomberg, nel suo Meditazioni sui Tarocchi: «Lo scudo con l’aquila rimane a terra di lato. L’Imperatore non lo tiene in mano, come fa l’Imperatrice. Lo scudo è ben lì, ma appartiene più al trono che alla persona dell’Imperatore.»
L’Imperatore non ha una missione sua personale
Un altro attributo significativamente mancante è la corona. L’Imperatore dei Marsiglia indossa, infatti, un elmo ornato da un’aguzza merlatura: non propriamente una corona quindi. Ma da una suggestione sempre di Tomberg possiamo forse ricavare di essere di fronte ad una corona un po’ particolare. Invero egli scrive: «Ogni corona ha un doppio significato. È il segno della legittimità, ma anche il segno di uno scopo, di una missione di cui l’incoronato è investito dall’alto. Così ogni corona è essenzialmente una corona di spine. Non solo perché pesa, ma anche perché comporta una costrizione dolorosa del pensiero e dell’immaginazione libera o arbitraria della personalità.» L’Imperatore dei Marsiglia, nello sfoggiare una corona di spine, ci dà testimonianza quindi del fatto che, nell’esercizio della propria funzione, egli non può pensare come vuole, ma il suo pensiero deve necessariamente riferirsi ad altro da sé. E a cosa quindi? È ancora Tomberg a chiarirci: «Vuol dire che lo scopo, di cui l’Imperatore è sentinella, non è suo, ma del trono. L’Imperatore non ha una missione sua personale; vi ha rinunciato a favore del trono.»
Le rinunce dell’Imperatore
Le rinunce che s’impongono all’Imperatore non si limitano alla corona di spine. Nell’assumersi lo scopo, di cui ci parla Tomberg, l’Imperatore si incarica anche di amministrare un potere, anche questo da riferirsi allo scopo medesimo. Nella carta possiamo ben vedere questo rappresentato dall’imponente scettro che grava nella mano destra. Ancora, la mano sinistra è, invece, impegnata nel reggere la cintura. Cintura che, insieme, simboleggia la volontà e la castità che tale volontà regola. Infine, le gambe accavallate sono gambe che non possono deambulare. L’Imperatore ci appare quindi inchiodato mani e piedi alla propria funzione: non può fare ciò che vuole, non può andare dove vuole e, come abbiamo detto, non può pensare come vuole. Come un Cristo sulla croce, egli ci appare “sacrificato”, completamente riferito ad uno scopo, una necessità, che, in prima istanza, prescinde da lui.
vi ha rinunciato a favore del trono
Aggiungiamo ancora dell’altro. L’Imperatore è un capo-popolo e, in quanto tale, ha il compito, oltre che di amministrare, anche di nutrire la propria gente. Questa sua prerogativa ci è ben illustrata dalla collana in foggia di spiga di grano che porta al collo. Ora, un popolo per niente o mal nutrito è un popolo che non cresce e perciò destinato a morire; un popolo che opportunamente potrebbe, dunque, prodursi anche in rivolte. Dall’altra parte, un popolo ben nutrito è un popolo che cresce; e la storia c’insegna che, perché possa continuare a crescere e vivere, tale popolo avrà bisogno, a un certo momento, di ulteriore spazio vitale. Il nostro “popolo” interiore funziona alla stessa maniera: sua prerogativa è la crescita e per questo ha bisogno di nutrimento e spazio. Quando questo nutrimento e questo spazio vengono a mancare, possiamo perciò immaginare l’Io-Imperatore barcamenarsi tra il reprimere rivolte, creando però delle sacche di malcontento o addirittura delle enclave, oppure prodursi in campagne di espansione, che richiedono però di avventurarsi all’esterno. Ecco dunque perché l’Imperatore dei Marsiglia è un Imperatore con l’elmo e che sta solo appoggiato al proprio trono: egli è pronto a partire per la conquista, la guerra. E in guerra si muore.
Continua – L’invenzione della manovella – parte 3