La vita è un passaggio – parte 6
Sommario
“Ma non c’è niente
Che sia per sempre
Perciò se è da un po’
Che stai così male
Il tuo diploma in fallimento
È una laurea per reagire”
Non è per sempre – Afterhours
Il cane del Matto
Che cos’è dunque il Matto se non quel principio che erompe dall’altro mondo, dalla dimenticata altra parte di noi, per ricondurci ad esso? È il cane a rappresentarci questo frangente, connotandolo d’istintività, pulsionalità. Il cane psicopompo, il quale rappresenta un movimento interiore che produce un movimento esterno: il Matto cammina. E questo ci conduce in un mondo che inevitabilmente si colora di assurdo, d’inquietante instabilità. Se sovrapponiamo la carta del Matto alla carta del Mondo, facendo coincidere il mezzo corpo del cane con la mandorla centrale, notiamo come questo sembra continuarla, scaturendo da essa.
Se per noi quindi quel punto centrale non foss’altro che la nostra anima che si è dotata di una propria personalità
È come se qualcosa fosse sfuggito all’attrazione del nostro centro di gravità per rivelarsi. E chiede di essere redento. Parsifal ha colpito il cigno, lacerandoci dalla realtà di prima, mentre i quattro cavalieri attoniti restano a guardare. A noi sembra di perdere la testa. Ma se fosse semplicemente che avendo attraversato lo specchio la nostra testa abbia dato il giro? L’Appeso, che abbiamo visto in attesa di essere partorito, ci reca anche il cordone ombelicale che inevitabilmente andrà tagliato. Come per il primo taglio simbiotico questo produrrà una ferita. Il nostro Re Pescatore è infatti un Re Ferito. Come pure ferito ad una gamba è il nostro Matto dei Tarocchi.
La Ruota di Fortuna: metafora dell’Io
Torneremo a breve sulla ferita, ma prima aggiungiamo un’altra suggestione. E per farlo guardiamo alla Ruota di Fortuna. Nel discorso fin qui fatto la Ruota si situa alla fine del decenario che abbiamo detto informarci dell’istanza egoica. Così ci parla Widmann della ruota vera e propria: “è uno strumento che ottimizza la conversione dell’energia in lavoro e che produce movimento scaricando a terra energia dinamica. Mozzo, raggi e cerchio sono componenti distinti e solidali, elementi fisici e simbolici che consentono questa complessa operazione”. Ora, è bene il mozzo a imprimere questo movimento, ma a ben osservare esso è immobile. Ancora quindi Widmann: “il motore immobile al centro della ruota è un’interessante metafora dell’Io. Definito “centro del campo di coscienza” e paragonato a un “ufficio centrale di coordinamento”, l’Io è un complesso psichico dotato di una certa autonomia energetica, grazie alla quale può irraggiare la propria azione in vari settori della personalità. Riferita all’Io, la ruota sollecita ulteriori paralleli con l’attività psichica: come i raggi sono organi di trasmissione energetica dal centro alla circonferenza (dal mozzo al cerchio), così le funzioni dell’Io si estendono radialmente verso l’area ideativa, motoria, affettiva, coscienziale, eccetera”.
Il glifo del Sole
Osserviamo ora il glifo del Sole astrologico. Esso consta di un cerchio con un punto al centro. Il Sole è per noi al contempo simbolo di Ego (il punto al centro), ma anche di progetto animico (la nostra totalità – cerchio – disegnata dalla circonferenza). Ora, in astrologia – almeno in quella psicologica – il progetto solare non è qualcosa di dato, ma è bene qualcosa che va realizzato. È come se quel punto dovesse espandersi, crescere, fino a diventare a sua volta circonferenza e nel realizzare questo, però, scomparire. Sempre Widmann: “Nella concezione junghiana della personalità, l’Io non sorge per un impulso autonomo, non si afferma per forza propria e non si plasma secondo linee arbitrariamente scelte. È invece emanazione di un fattore psichico ancora più misterioso, il Sé, che abbraccia l’interezza conscia e inconscia dell’individuo”.
è bene il mozzo a imprimere questo movimento, ma a ben osservare esso è immobile
Se per noi quindi quel punto centrale non foss’altro che la nostra anima che si è dotata di una propria personalità, di un proprio centro d’attrazione, che sia in grado di far gravitare attorno a sé, attraendola, la totalità che eravamo e che siamo? È facile quindi immaginare questo centro come un vero e proprio eroe, sempre impegnato nel titanico lavoro di “tenere insieme”, per poi vedere la propria opera andare all’aria ogni volta che una nuova informazione arriva dalla periferia.
Continua – La vita è un passaggio – parte 7