Astrologia e Tarocchi: suggestioni intorno ad una relazione – parte 2

Sommario

Sempre insieme, eternamente divisi.

Finché il sole sorgerà e tramonterà.

Finché ci saranno il giorno e la notte.

Phillipe Gaston in Ladyhawke

La Luna secondo Tomberg

Mi farò aiutare, per chiarire su cosa intendo focalizzare l’attenzione, da Valentin Tomberg. Nella meditazione sull’Arcano della Luna, Tomberg scrive: “Il diciottesimo Arcano dei Tarocchi è l’arcano della duplice corrente chiamata da Henry Bergson ‘intelligenza-materia’ o ‘intellettualità materialista’, contraria alla duplice corrente ‘durata-spirito’ o ‘intuizione-coscienza’. Perché la corrente ‘intellettualità-materialità’, messa in evidenza da Bergson meglio di ogni altro pensatore, è precisamente questo ‘agente di decrescita’ o principio dell’eclisse suggerito dal diciottesimo Arcano. Infatti la Luna è il principio della riflessione: essa riflette la luce del Sole, come l’intelligenza umana riflette la luce creatrice della coscienza. E come il gambero nuotando si muove all’indietro, così l’intelligenza umana anch’essa si muove all’indietro, cioè nella direzione effetto-causa, quando è impegnata nell’attività conoscitiva che le è propria.”

parte 2 - fig. 2

La coscienza creatrice nella sua saggezza sceglie che cosa illuminare

parte 2 - fig. 3

È quindi attraverso un indisturbato processo di riflessione, senza che il gambero-intelligenza prenda il sopravvento facendo regredire il processo stesso, segregandolo in meglio definiti confini, che è possibile non sterilizzare, eclissandola, l’illuminante potenzialità creatrice della coscienza.

Tomberg prosegue: “Come la volontà di dominio sulla natura mette in movimento il meccanismo intellettuale e gli detta le regole del suo funzionamento, così la Luna del XVIII Arcano si trova in eclisse, cioè è contornata dai raggi riflessi della luce del sole, mentre la superficie della luna stessa riflette solo l’immagine di un viso umano di profilo.”

Il linguaggio analogico

Il linguaggio con cui i simboli parlano alla coscienza creatrice è quello analogico. E non è forse ‘contro, inversamente’ il significato del prefisso ana? Ancora. Non è forse per assecondare l’imposizione delle necessità della logica che si finisce per cadere vittime di quella bulimia di corrispondenze di cui parlavo prima? Non è forse, di nuovo, per assecondare l’egopatica modalità della logica che quando si trova una luce per forza con quella bisogna illuminare tutto?

La coscienza creatrice di cui parla Tomberg nella sua saggezza sceglie che cosa illuminare, che cosa ‘rivelare’, e lo fa secondo i suoi tempi e secondo le sue logiche. Probabilmente il nostro compito è solo quello di ricevere quanto ci viene dato, quello di ascoltare, quello di ‘riflettere’, quello di entrare insomma in relazione. È nella relazione infatti che pienamente possiamo vedere in opera il principio di riflessione: riflettendoci nell’altro noi vediamo rivelate parti di noi che non sarebbe stato possibile vedere. Solo però se ci rendiamo disponibili alla relazione.

Anche nelle nostre relazioni noi cerchiamo la proverbiale altra metà

Corrispondenze o relazione quindi? Che vuole anche dire: logica o riflessione? Far quadrare le cose, realizzando dubbie architetture che tutto contengano e che magari neanche esistono, o prestare attenzione ad ogni analogia riscontrata facendosi accompagnare fino a dove questa intenda farlo senza andare oltre? In fondo basta seguire le normali regole di una relazione: l’altro è quello che è, né quello che noi pensiamo che sia, né tantomeno quello che noi vogliamo che sia. L’altro va conosciuto e questo richiede tempo, va accettato e questo richiede disponibilità. Anche nelle nostre relazioni noi cerchiamo a volte la persona che ci corrisponde, l’incastro perfetto, la proverbiale altra metà. E nel caso le cose non ci tornino, interveniamo. Ma, laddove è necessaria corrispondenza o incastro, va da sé che si registra un’incompletezza iniziale di base che va colmata. Sono invece due interi che possono dare vita ad un terzo nuovo elemento che è appunto la relazione. Due metà possono al limite ‘corrispondersi’.

Ora, entrambi i sistemi considerati sono bastanti a sé stessi e non possono che ritrovarsi insieme in una relazione paritetica che non preveda forzature che accompagnino a corrispondenze, sovrapposizioni o gerarchizzazioni. Possono convivere, collaborare, al limite interrogarsi e contaminarsi vicendevolmente, com’è normale che sia una volta messi in relazione, ma non certo fondersi.

Continua – Astrologia e Tarocchi: suggestioni intorno ad una relazione – parte 3

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