Esercizi di stile: Segni & Onori 1 – parte 2

Sommario

L’occhio non vede cose,

ma figure di cose che significano altre cose.

Italo Calvino

Del Matto che “muove” il Tarocco

È necessario a questo punto cominciare dall’inizio, per fornirci di una struttura di riferimento che ci aiuterà a meglio comprendere e fruire dei ragionamenti che andremo a fare. E nei Tarocchi tutto comincia e finisce nel Matto. Il Matto è l’unico Arcano che esplicita movimento. Rappresenta il pellegrino, un personaggio che si mette in cammino. Nella sua azione definisce una direzione (da sinistra verso destra), un atteggiamento (passivo/ricettivo a sinistra, attivo a destra) e una linea temporale (a sinistra il passato, a destra il futuro). Alla sinistra assegniamo dunque il principio femminile (yin): il femminile accoglie, riceve, è passivo, è lunare, notturno, freddo, riferito al passato. Alla destra il maschile (yang) che agisce, penetra, è solare, diurno, caldo, futuribile. Il suo guardare verso l’alto, inoltre, ci indica che va considerato anche uno spazio che si sviluppa dal basso verso l’alto, alludendo a una nozione di elevazione/evoluzione da un piano inferiore – terreno (Terra), esterno, dell’Io (che possiamo riassumere nel termine Personalità) – a un piano superiore – celeste (Cielo), divino, interiore, del Sé (che possiamo riassumere nel termine Anima).

i Tarocchi questo sono, un cammino di sviluppo personale. O, per dirla con Jung, un percorso di individuazione

Nel considerare questi ragionamenti possiamo individuare sul lato sinistro della carta tutto ciò che attiene al passato, al principio passivo/ricettivo e femminile, all’energia yin per capirci; sul lato destro tutto ciò che attiene al futuro, al principio attivo e maschile, all’energia yang. Nella parte alta della carta tutto ciò che attiene al Cielo, all’interiore, al principio d’Anima. Nella parte bassa della carta tutto ciò che attiene alla Terra, alla materia, al mondo esterno, al principio di Personalità. Gli oggetti, gli atti e/o atteggiamenti simbolici presenti nelle carte è dunque in questo contesto e con queste premesse che vanno letti.

L’itinerario del “pellegrino” tra Bagatto e Mondo

Nell’affrontare la sequenza, il primo Arcano che il nostro Matto incontra è il Bagatto (I). Tra i molteplici aspetti comuni, che queste due carte presentano, evidenziamo il fagotto in alto a sinistra nel Matto e la borsa al centro sulla destra nel Bagatto. Il fagotto è di color rosa carne ad indicare l’incarnazione (l’umano). Diciamo quindi che il suo contenuto sono le esperienze vissute (passato/sinistra) che hanno fatto l’uomo (rosa carne) di oggi e la sua anima (parte alta della carta). Questo bagaglio di esperienza viene aperto nel Bagatto e il suo contenuto viene sciorinato sul tavolo (piano/quadrato dell’esistenza: il quadrato rappresenta la Terra), il vissuto esperienziale – conoscenza – (rappresentato dagli oggetti sul tavolo e nelle mani) viene messo in gioco nel concreto. Laddove il Matto è l’unico Arcano che cammina e che non ha un valore assegnato potrebbe essere visto come la pedina che muoviamo attraverso le caselle di un ipotetico gioco dell’oca che gli altri Arcani potrebbero così rappresentare (sul tavolo del Bagatto abbiamo dei dadi). Tutto considerato i Tarocchi questo sono, un cammino di sviluppo personale. O, per dirla con Jung, un percorso di individuazione. Dal Bagatto (I) arriveremo fino al Mondo (XXI) dove il percorso di individuazione termina, per ricominciare un’altra volta e un’altra volta, a livelli sempre più alti di evoluzione e di Coscienza.

Il Matto è l’unico Arcano che esplicita movimento

È proprio nel Mondo che troviamo raffigurata l’intera struttura del Tarocco. Ai quattro cosiddetti “viventi” (Torello, Leone, Angelo/Uomo e Aquila), che “inquadrano” il personaggio femminile centrale, vengono associati i quattro semi degli Arcani Minori: Denari, Coppe, Bastoni, Spade. Ai quattro “viventi” e ai quattro semi sono anche associati i quattro elementi: i Denari sono così l’elemento terra (l’oro è un minerale che si trova sotto terra) e tutto ciò che concerne il corpo fisico; le Coppe associate all’acqua (la coppa contiene l’acqua) rappresentano il corpo emozionale e tutto ciò che ha a che fare con le emozioni, i sentimenti, ecc.; i Bastoni, il fuoco (il bastone brucia), sono il centro energetico, vitale e creativo; le spade, l’aria (la spada fende l’aria), il corpo mentale: la mente. Ancora, le quattro funzioni psicologiche individuate da Jung (tutte e quattro presenti in ogni essere psichico) possono essere associate: alla terra/Denari la funzione sensazione, all’acqua/Coppe la funzione sentimento, al fuoco/Bastoni la funzione intuizione, all’aria/Spade la funzione pensiero.  Lo stesso quadrinomio è presente nel Bagatto: il denaro/terra nella mano destra, la coppa e la spada (qui un coltello) sul tavolo, il bastone (qui una bacchetta) nella mano sinistra. Ma nel Mondo gli oggetti inanimati del Bagatto prendono simbolicamente vita nei “viventi” (vengono “animati”) e dal disordine iniziale (oggetti sparsi sul tavolo) si organizzano “accordandosi” nel Mondo, dove disegnano un quadrato attorno all’essere centrale, che rappresenterà la quintessenza, l’androgino alchemico, il Sé rivelato. Il Mondo diventa quindi metafora dell’essere compiuto, completo, che ha accolto e integrato il contenuto proveniente dal mondo extra-coscienziale costituendo un nuovo centro intorno al quale orbitano i quattro corpi elementali, una nuova Coscienza per intenderci.

Continua – Esercizi di stile: Segni & Onori 1 – parte 3

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *