Astrologia e Tarocchi: suggestioni intorno ad una relazione – parte 7
Sommario
Sempre insieme, eternamente divisi.
Finché il sole sorgerà e tramonterà.
Finché ci saranno il giorno e la notte.
Phillipe Gaston in Ladyhawke
Segni e Onori
Un altro ambito interessante di ricerca è quello dato dagli elementi: Fuoco, Terra, Aria, Acqua. In Tarologia ai Bastoni si assegna generalmente il Fuoco, ai Denari la Terra, alle Coppe l’Acqua e alla Spade l’Aria.
Lavorando sugli Onori degli Arcani Minori, le figure, ho trovato alcune analogie e partendo da queste ho riscontrato un possibile accostamento di Onori e segni astrologici.
L’ordine dato agli Onori è Paggio, Regina, Re e Cavaliere laddove io considero, in linea di massima, nel Paggio il grado di Apprendista, nella Regina il grado di Compagno e nel Re il grado di Maestro. Il Risultato di questo lavoro viene poi consegnato al Cavaliere che lo reca vuoi nel mondo, vuoi ad un successivo gradiente di sviluppo.
Un altro ambito interessante di ricerca è quello dato dagli elementi
Quindi la correlazione dei segni astrologici interesserebbe solo i primi tre Onori di ogni seme: Paggio, Regina e Re (chiarirò questo in un successivo articolo). A tutti gli effetti quello che ho riscontrato è che le triadi elementali dei segni in qualche modo sono correlabili con le rispettive triadi di Onori. Altra annotazione necessaria. Tutto ciò che è o si verifica nella parte sinistra di una carta ha natura yin (passivo, ricettivo, inconscio, femminile, attinente al passato, eccetera), tutto ciò che è a destra è yang (attivo, conscio, maschile, attinente al futuro, eccetera). Lo stesso dicasi per piedi (andare) e mani (fare). Ovviamente troveremo mani sinistre nella parte destra o piedi destri nella parte sinistra. E lì bisognerà fare un ulteriore ragionamento. Faccio solo l’esempio della Terra quindi e vi rimando in altra sede per l’intero lavoro.
L’esempio dell’elemento terra
Nei Denari-Terra il Paggio trat-tiene, con la mano attiva, il Denaro, nella parte passiva della carta. Il che può significare che industriosamente produce i suoi beni, senza rivolgerli però all’esterno. Li introverte, li accumula. C’è l’idea del possesso e dell’identificazione con il proprio prodotto. Il Denaro può assumere infatti, al contempo, l’idea dell’idolo e dello specchio. Nell’antichità sia gli idoli che gli specchi erano d’oro, con tutto quello che questo porta con sé nell’ambito delle analogie.
Anche il cappello, che nel Medioevo era simbolo di status, si presenta in una curiosa foggia. La tesa dalla parte del Denaro è più corta e rigida, mentre dall’altra parte è più lunga e cade sulla spalla. L’identità-cappello sembra più solida quando sostenuta dal riconoscersi nel proprio possesso, ma quando si avventura all’esterno tende a richiudersi, per trincerarsi nelle proprie sicurezze. La tesa del cappello sembra piegarsi per celare il Denaro al mondo esterno. Persino la spalla sinistra, che vediamo più grande, sembra ingobbirsi quasi a proteggere, a nascondere. La diversa dimensione della tesa ci può anche parlare di un potenziale individuativo inespresso. Il Denaro sotto-terra può indicare quindi un patrimonio di risorse inespresse perché proiettate in beni e materia.
Ultimo, ma non ultimo dato, il nome della carta scritto lungo il lato destro della stessa (che fa eccezione in quanto il nome di tutti gli altri Onori è scritto nel cartiglio) ancora ci riporta verso la necessità di una chiara manifestazione di una propria identità scevra da proiezioni (il nome-identità è nella parte destra).
Il Paggio di Denari si mostra comunque a noi come un personaggio calmo, placido, per nulla tormentato. La carta ci presenta una potenziale via d’uscita da questo primo quadro che si esprime, da una parte con i piedi divergenti, che ci indicano l’esistenza di una domanda: “Resto di qua o vado di là?”; dall’altra parte con la mano che regge la cintura, indice di forte volontà e capacità di concretizzare. Non sembra esserci, ad ogni modo, alcuna fretta di scervellarsi in enigmi esistenziali, mentre le forti gambe fanno presa sulla solita terra.
Osservando ancora il posizionamento delle gambe, possiamo notare un impercettibile scarto all’indietro della gamba sinistra, nella parte attiva della carta, a significare che il movimento è prudente (si tasta il terreno camminando all’indietro) e quasi mai conscio o realmente voluto. Anche l’operosità della mano destra, tutta intenta al possesso, relega il ruolo della volontà, nella mano sinistra, da espressione a potenzialità. Possiamo dunque dire che il Paggio di Denari è il segno del Toro?
ho riscontrato un possibile accostamento di Onori e segni astrologici
La Regina di Denari prende in consegna il Denaro dal Paggio e sembra perfezionarlo: è più grande, più lucente. La dedizione della propria opera sembra assorbirla completamente. La foggia della corona, a mo’ di cuffia che letteralmente tira i capelli, può rivelare ossessione per l’ordine, ma anche un missionario atteggiamento monacale nei confronti del proprio compito. Ancora il tema dello specchio, che ci dice che il compito coincide con l’identità. La Regina di Denari ha inoltre il suo seggio, il suo posto nel mondo. Ancora, la particolare forma della corona ci rimanda alle finestre presenti nella Torre della Casa-Dio. Torre in aramaico si dice Magdala. Maria di Magdala, la lavatrice di piedi, che ci reca il tema del servizio. Sono tutte attribuzioni del segno della Vergine che dando casa a Saturno (cfr. Lidia Fassio, “Simbologia di Saturno”, Spazio Interiore, 2014) ci accompagna anche al tema del potere. E qui abbiamo una Regina che ci dice che il proprio potere emana dal proprio compito. Un potere che è di servizio nei confronti del compito (il Denaro è nella mano destra) ed è gregario (lo scettro è nella mano sinistra) in quanto derivante dal Re: Regina perché moglie di Re. Ma il Re non conta, solo il compito conta. Lo scettro, che è tutto proiettato nella parte alta e destra della carta, ha infatti la propria origine nel ventre, quasi a dire che l’espressione del proprio fare nel mondo dovrebbe integrarsi con le proprie parti lunari molli, anche per umettare la rigorosa, composta, austera atmosfera della carta.
Il Re di Denari prende il Denaro dalla sua Regina e lo lascia scivolare, con gesto tanto noncurante quanto sicuro, all’altezza del ventre. Qui il Denaro si duplica (moltiplica) in un Denaro che splende in cielo, visibile e disponibile per tutti. La sua corona, che è più un cappello, ci dice anche che il suo è un potere che deriva dalla propria autorevolezza: non ha bisogno di emblemi per essere riconosciuto. Egli è un realizzatore, un homo faber. In che cosa s’identifica allora il Re di Denari? La mano sinistra scopre il ginocchio, quindi il Re di Denari è un iniziato. Il Re di Denari, a differenza di Paggio e Regina, non s’identifica in quello che fa, ma nel perché lo fa. È il Saturno Signore dell’Età dell’Oro: il Capricorno.
Bibliografia
Anonimo – MEDITAZIONI SUI TAROCCHI, Estrella de Oriente
Ferdinando Alaimo – Tarocchi e Zodiaco, Cerchio della Luna
Lisa Morpurgo – INTRODUZIONE ALL’ASTROLOGIA, TEA
Giovanni Pelosini – I PARADOSSI DEL MATTO in Atti del X Convegno di Astrologia Umanistica e Psicologica Eridanoschool, ottobre 2018
Chevalier-Gheerbrant – DIZIONARIO DEI SIMBOLI, Rizzoli