La vita è un passaggio – parte 2
Sommario
“Ma non c’è niente
Che sia per sempre
Perciò se è da un po’
Che stai così male
Il tuo diploma in fallimento
È una laurea per reagire”
Non è per sempre – Afterhours
L’ottava casa astrologica: dentro lo scrigno
Tornando all’astrologia, da un punto di vista evolutivo l’VIII casa è una casa molto importante. Se tutto è andato bene, nell’VIII casa siamo entrati in contatto con le nostre profondità e questo ci ha permesso di ben conoscere, discriminare e definire quali siano le nostre “vere” emozioni (e bisogni) e conseguentemente quali quelle degli altri; di separarci, prima di tutto, emotivamente e di creare le condizioni per un percorso autonomo che ci permetta di “partecipare” anziché “appartenere” ed in seguito “far parte” ad un livello individuato. Ma l’abilità che eventualmente ci permetterà di fare questo lavoro è arrivata a noi per vie traverse. Il percorso fatto fino all’VIII casa è un percorso segnato dalla necessità di sopravvivere e dunque dal perseguimento di un potere che ci permetta di avere tutto sotto controllo e quindi di sentirci al sicuro.
è necessario adesso operare un taglio
E per soddisfare questo bisogno potremmo aver fatto di tutto. Potremmo esserci oltre modo adattati ed aver manipolato, sedotto, soggiogato. Tutti temi molto cari al segno dello Scorpione (come pure a Plutone). Ed è nel fare questo, facendo di necessità virtù, che abbiamo imparato a “leggere” profondamente l’altro. Ora quello stesso sguardo dovrebbe essere rivolto verso di noi. Il bisogno di “stare al sicuro”, appartenendo ad un clan e poi di seguito al circostante, sia esso la famiglia, un gruppo o una coppia, ha surclassato tutti gli altri nostri bisogni che si sono trasformati in contenuti pulsionali in agguato nell’ombra. Quella stessa ombra che l’VIII casa c’invita a visitare. L’VIII casa ci restituisce il discernimento che il risultato che abbiamo ottenuto con questa modalità di esercizio del potere non è altro che quello di aver replicato, amplificandola, una dinamica simbiotica. Questa ci ha, sì, permesso di “stare al sicuro” il tempo necessario perché noi si fosse in grado di entrare nel mondo, ma da questa è necessario adesso operare un taglio.
L’ottava casa astrologica: dalla casa del Potere al “potere” della casa
L’asse che insieme alla II è costituito dall’VIII è infatti l’asse del taglio simbiotico. L’equivoco relativo al potere è che noi lo abbiamo utilizzato, fino a qui, per conservare quella condizione di fusione che è la stessa da cui proveniamo. In questo modo, nell’illusione di esercitare questo potere, abbiamo di fatto abdicato ad esso, distraendolo da quella che è la sua reale missione: consentirci di perseguire la nostra individualità, la nostra vera identità. Il paradosso dell’VIII casa (e dello Scorpione) è che la disponibilità del vero potere, quello personale, passa attraverso una perdita di potere, quello che esercitiamo all’esterno per procrastinare un’illusoria quanto effimera condizione di stabilità a discapito della nostra individuazione. La nostra lingua può venirci in aiuto se consideriamo la sostanziale differenza che esiste tra l’espressione “aver potere” e il semplice “potere…”. Nella prima “potere” è un sostantivo complemento del verbo “avere”, che ci rimanda l’idea di un potere posseduto che finisce, però, per possederci in quanto impegna tutto il nostro essere nella propria conservazione, di fatto immobilizzandoci. Nella seconda “potere” diventa verbo, azione, e da complemento richiede ora esso stesso un proprio complemento. Quale che sia, questo complemento diventa ora “possibilità”. Quasi a dire che ora che non abbiamo più potere, possiamo. L’VIII casa è dunque bene la casa della “crisi”. Crisi che, Sasportas ci fa notare, i cinesi indicano con il vocabolo wei-chi, parola composta da “pericolo” (wei) e “opportunità” (chi). Continuando a farci portare dal nostro espediente linguistico potremmo arrivare a notare come, sull’asse in questione, “avere”, che attiene più al Toro e alla II casa, e “potere”, tema più affine all’VIII-Scorpione, si trovino combinati possibilmente in un amalgama con-fuso, che necessariamente deve passare al vaglio di una separazione, che ci consenta di osservare singolarmente queste “umane passioni” per coglierne la natura profonda e le reali potenzialità, trasformando l’iniziale “fine a sé stesso” in “funzione” per poter arrivare a dire: “avere il potere di…”; ora “avere” torna ad essere ausiliario ad un “potere” che si è fregiato di un’intenzione.
L’ottava casa astrologica: casa della Morte
E così, come in ‘A livella di Totò, può partire il dialogo tra il nostro Marchese e il nostro netturbino (guarda caso) interiori, dove il primo può finalmente “abbassarsi” ad interloquire con il secondo (laddove “abbassarsi” è in realtà “elevarsi” ora che “il mondo si è capovolto”) e dove sempre il primo è dal secondo redarguito. Finalmente scopriamo che siamo sottoposti a ben altre leggi che, non a caso, sono al di là della nostra portata. Al nostro folle tentativo di regolare la vita, la vita risponde regolandoci. E lo fa mostrandoci la sua natura che è fatta di precarietà, cambiamento, trasformazione, crescita. La vita può diventare così anche per noi il laboratorio in cui tutte le nostre parti devono potersi esprimere per testarsi e raffinarsi al fin di servire uno scopo altro. La difficoltà con tale scopo per noi non sta tanto nella sua comprensione quanto nel fatto che questo trascende noi stessi.
ora che non abbiamo più potere, possiamo
E così, come in ‘A livella di Totò, può partire il dialogo tra il nostro Marchese e il nostro netturbino (guarda caso) interiori, dove il primo può finalmente “abbassarsi” ad interloquire con il secondo (laddove “abbassarsi” è in realtà “elevarsi” ora che “il mondo si è capovolto”) e dove sempre il primo è dal secondo redarguito. Finalmente scopriamo che siamo sottoposti a ben altre leggi che, non a caso, sono al di là della nostra portata. Al nostro folle tentativo di regolare la vita, la vita risponde regolandoci. E lo fa mostrandoci la sua natura che è fatta di precarietà, cambiamento, trasformazione, crescita. La vita può diventare così anche per noi il laboratorio in cui tutte le nostre parti devono potersi esprimere per testarsi e raffinarsi al fin di servire uno scopo altro. La difficoltà con tale scopo per noi non sta tanto nella sua comprensione quanto nel fatto che questo trascende noi stessi.
Continua – La vita è un passaggio – parte 3